13 ottobre e tumore al seno metastatico: “Oltre la Terapia Oncologica”, per ritrovarsi anche allo specchio

13 ottobre: tumore al seno metastatico, ritrovarsi anche allo specchio

Ci sono cambiamenti che, durante un percorso oncologico, rendono difficile riconoscersi. La perdita dei capelli, un volto diverso, un corpo segnato dalle terapie possono trasformare anche un gesto quotidiano, come guardarsi allo specchio, in un momento delicato.

Il 13 ottobre, Giornata nazionale di sensibilizzazione sul tumore al seno metastatico, invita a dare spazio alle donne che convivono con questa malattia e ai loro bisogni: accesso alle cure, continuità dell’assistenza, ascolto e qualità della vita.

In questa attenzione alla persona si inserisce il progetto Tricologia Oncologica: accompagnare chi affronta i cambiamenti dei capelli e della propria immagine, offrendo informazioni, competenze e sostegno.

Il 13 ottobre: dare voce alle donne con tumore al seno metastatico

All’interno dell’Ottobre Rosa, questa giornata richiama l’attenzione su una realtà specifica: quella delle persone nelle quali il tumore mammario si è diffuso ad altre parti dell’organismo. Le loro esigenze richiedono percorsi di cura e assistenza dedicati, capaci di considerare anche la quotidianità durante i trattamenti.

I progressi della ricerca offrono motivi concreti di fiducia. Secondo i dati riportati da AIRC nella campagna Nastro Rosa, in Italia si registrano circa 56.000 nuove diagnosi di tumore al seno ogni anno. La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è salita dal 78% del 1992 all’89,5%. Questo dato riguarda il tumore al seno nel suo complesso e non descrive, nello specifico, la malattia metastatica, che resta tra le forme più difficili da trattare.

Parlare del 13 ottobre significa quindi riconoscere i risultati raggiunti e mantenere l’attenzione su chi ha ancora bisogno di nuove possibilità terapeutiche e di un sostegno continuativo.

Terapie impegnative: la forza d’animo ha bisogno di sostegno

Affrontare le cure può richiedere energie fisiche ed emotive profonde. Alle visite e ai trattamenti si aggiungono attese, preoccupazioni e cambiamenti che possono coinvolgere la vita familiare, le relazioni e il rapporto con se stesse.

La forza d’animo trova spazio anche nella possibilità di dire: “Oggi faccio fatica”. Nessuna donna dovrebbe sentire di dover dimostrare coraggio in ogni momento o nascondere il proprio disagio per non preoccupare gli altri.

Per questo, l’ascolto deve lasciare spazio anche alle domande sull’aspetto fisico. Chiedere aiuto per la caduta dei capelli, esprimere il desiderio di sentirsi a proprio agio o parlare della difficoltà di guardarsi allo specchio sono bisogni che meritano rispetto.

Perdita dei capelli e immagine di sé durante le cure oncologiche

Alcuni trattamenti chemioterapici possono causare alopecia, cioè la perdita dei capelli e, in alcuni casi, dei peli in altre zone del corpo. Non tutte le terapie provocano lo stesso effetto: conoscere in anticipo ciò che può accadere permette di affrontarlo con il supporto dell’équipe curante.

Per molte donne, i capelli fanno parte del proprio modo di presentarsi e riconoscersi. Perderli può rendere visibile la malattia anche quando si vorrebbe mantenere riservato ciò che si sta vivendo. Il disagio, la tristezza o l’imbarazzo legati a questo cambiamento meritano ascolto.

Ritrovarsi allo specchio significa poter scegliere come vivere la propria immagine. Per qualcuna sarà importante una parrucca, per altre un foulard; altre ancora preferiranno mostrarsi senza coperture. Ogni scelta merita la stessa attenzione, senza aspettative imposte dall’esterno.

Il ruolo del medico esperto in tricologia oncologica

Il medico che si occupa di tricologia in ambito oncologico può rappresentare un riferimento per affrontare le problematiche dei capelli e del cuoio capelluto, all’interno di un percorso condiviso con gli altri professionisti coinvolti nelle cure.

Il supporto comprende informazioni sulla possibile caduta, indicazioni per una gestione delicata dei capelli e del cuoio capelluto e orientamento sulle soluzioni disponibili. Anche le domande sulla ricrescita devono trovare risposte realistiche, coerenti con il trattamento ricevuto e con la situazione individuale.

L’obiettivo è aiutare ogni donna a sentirsi accompagnata nelle proprie scelte, rispettando le priorità oncologiche e il significato personale che attribuisce ai capelli.

L’impegno del progetto Tricologia Oncologica

Il progetto Tricologia Oncologica, nato dall’esperienza delle dottoresse Fiorella Bini, Elisabetta Bianchi e Rosa Giannatiempo, riunisce medici, ricercatori e professionisti della salute per offrire sostegno alle persone che affrontano un percorso oncologico.

La perdita dei capelli rappresenta il punto di partenza di un’attenzione più ampia, che comprende l’immagine di sé e il benessere emotivo. Attraverso informazione, formazione e una community dedicata, il progetto favorisce il confronto tra pazienti e professionisti e mette a disposizione risorse per affrontare questi cambiamenti.

L’impegno è dare valore anche a quei bisogni che una donna potrebbe esitare a esprimere, pensando che siano secondari rispetto alla malattia.

A novembre la quinta edizione di “Oltre la Terapia Oncologica”

Questa attenzione proseguirà sabato 21 novembre 2026 a Firenze, presso il NIC 3 di Careggi, con la quinta edizione di “Oltre la Terapia Oncologica”, dal titolo “Prospettive future in un lavoro di squadra”. Un appuntamento che richiama l’importanza della collaborazione tra professionisti nel percorso di assistenza.

Il 13 ottobre ci ricorda quanto sia necessario ascoltare le donne che convivono con un tumore al seno metastatico. Dare spazio ai loro bisogni significa anche riconoscere il desiderio di sentirsi se stesse, nelle relazioni, nella quotidianità e davanti allo specchio.

programma V edizione di Oltre La Terapia Oncologica - prospettive future in un lavoro di squadra

Scopri di più sul progetto Tricologia Oncologica e sulle risorse dedicate a chi affronta un percorso di cura.

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