La detersione in oncologia: come prendersi cura di cute e capelli durante le terapie

Il primo atto di “cura” personale è la detersione, che consiste nella rimozione dello sporco dal nostro corpo. Questa pratica apparentemente semplice assume un ruolo molto importante per i pazienti oncologici poiché le terapie a cui sono sottoposti rendono la loro pelle molto più fragile e sensibile, e spesso causano alopecia o danni significativi ai capelli. La cute e i capelli devono quindi essere lavati in modo delicato e non aggressivo. Il processo di detersione diventa un aspetto cruciale dell’assistenza di supporto per i pazienti oncologici, poiché mantenere un’igiene adeguata minimizzando l’irritazione può aiutare a preservare l’integrità della pelle e ridurre il disagio durante il trattamento. La frequenza di detersione deve essere modulata in base alla presenza o assenza della capigliatura naturale. Per i pazienti che conservano i propri capelli durante il trattamento, si raccomanda di effettuare il lavaggio con uno shampoo formulato specificamente per l’uso frequente, idealmente 2 o 3 volte nell’arco della settimana. Nei casi in cui si sia verificata una completa alopecia, è possibile procedere con una detersione quotidiana del cuoio capelluto, particolarmente importante per coloro che utilizzano protesi tricologiche di qualità non elevata. Quest’ultime, infatti, possono frequentemente causare reazioni cutanee avverse come eritemi, fenomeni desquamativi e stati irritativi del cuoio capelluto, rendendo necessaria una più assidua igiene per minimizzare tali complicanze.

La selezione di prodotti e tecniche di detersione appropriati diventa essenziale per proteggere la barriera cutanea compromessa e i follicoli piliferi durante il difficile percorso della chemioterapia o delle altre terapie oncologiche.
Nella scelta dei prodotti per la detersione dei pazienti sottoposti a chemioterapia, è fondamentale prestare particolare attenzione alla composizione dei detergenti utilizzati. In primo luogo, è assolutamente necessario evitare qualsiasi formulazione contenente tensioattivi anionici primari (comunemente noti come SLES, Sodium Laureth Sulfate, o SLS, Sodium Lauryl Sulfate). Questi ingredienti, sebbene garantiscano un elevato potere pulente e generino un’abbondante schiuma durante l’applicazione, possiedono purtroppo anche un notevole potenziale irritante e allergizzante, particolarmente problematico per la cute già compromessa dei pazienti oncologici.

È importante sottolineare che dopo l’applicazione di prodotti contenenti SLS o SLES, il pH cutaneo subisce un’alterazione significativa verso valori alcalini, e l’organismo necessita di un periodo compreso tra le 4 e le 12 ore per ripristinare completamente le normali funzioni protettive dell’epidermide. L’utilizzo frequente e abbondante di tali sostanze può determinare un danneggiamento progressivo della struttura follicolare, aggravando ulteriormente le problematiche capillari già presenti nei pazienti in trattamento chemioterapico.

Si consiglia pertanto di orientare la scelta verso shampoo e detergenti formulati con ingredienti alternativi più delicati, come:

Tensioattivi anionici secondari: decisamente più gentili sulla cute e sui capelli, questi derivati dal cocco rappresentano un’eccellente alternativa. Tra questi, meritano particolare menzione il Sodium Lauroyl Sarcosinato, il Sodium Cocoyl-glutamate, il Sodium Cocopolyglucose Tartrate e Citrate, e il Sodium Cocoil Isethionate, tutti caratterizzati da un buon equilibrio tra efficacia detergente e rispetto dell’integrità cutanea.

Tensioattivi anfoteri: questi composti si distinguono come agenti lavanti efficaci nonostante la loro ridotta capacità schiumogena, e presentano un’ottima tollerabilità sia a livello cutaneo che oculare. Particolarmente consigliate sono le betaine, sostanze derivate dalla barbabietola da zucchero, che oltre alla delicata azione detergente offrono significative proprietà idratanti, particolarmente benefiche per la cute disidratata.

Tensioattivi non ionici: questa categoria offre una buona capacità detergente associata a una produzione limitata di schiuma. Per la loro eccezionale tollerabilità, sono generalmente considerati i più delicati tra tutti i tensioattivi disponibili sul mercato cosmetico. I più frequentemente utilizzati nelle formulazioni dermocompatibili includono il Capril-capril Glucoside, il Decil Glucoside, il Lauryl Glucoside e il Coco Glucoside.

È inoltre fortemente consigliabile evitare prodotti contenenti oli essenziali, che possono risultare irritanti nonostante la loro origine naturale, così come i siliconi, che tendono a creare una barriera occlusiva potenzialmente problematica, e qualsiasi formula contenente alcol, che amplificherebbe ulteriormente la disidratazione cutanea già presente. Anche i parabeni, utilizzati come conservanti in molte formulazioni, dovrebbero essere evitati per il loro potenziale sensibilizzante.

In conclusione, è particolarmente indicato privilegiare prodotti caratterizzati da formulazioni semplici con un numero limitato di ingredienti, privi di profumazioni aggiunte che potrebbero causare sensibilizzazioni, e preferibilmente conservati con sistemi eco-biologici certificati, che garantiscono la massima tollerabilità anche sulle pelli più sensibili e compromesse.

a cura di
Elisabetta Bianchi